Scopri cosa dicono i miei clienti

Elena B.

“In occasione del quarantesimo anniversario dei miei genitori, volevamo far loro un regalo non banale e con un significato profondo. Abbiamo quindi commissionato all’artista la realizzazione di un quadro che li ritraesse assieme, abbracciati e sorridenti come sanno essere solo loro due assieme. La scelta è stata azzeccata e il quadro ha superato le aspettative. E’ molto bello, la scelta dei colori, caldi e brillanti, trasmette proprio amore. Lo stile inconfondibile, che denota i quadri di Nicoletta, ti lascia osservarlo nei particolari. Siamo rimasti molto soddisfatti anche della puntualità nella consegna. Esperienza da ripetere!”

Diego B.

“Ho sempre ammirato i quadri di Nicoletta, espressione di una costante e proficua ricerca interiore. Poi è arrivato il lavoro su Francesca, mia figlia. Più lo guardo e più Francesca mi parla di sé, del suo futuro e dei suoi sogni, spingendomi ad essere un padre migliore.”

Lorenzo P.

“Questo ritratto che mi sorprende in una posa sorridente, ha i miei colori preferiti, il blu, il giallo e il verde. La mamma è riuscita a rendere una delle mie espressioni più comuni con leggerezza e freschezza. Ho voluto appenderlo su una parete nella mia camera da letto perché dà colore ed allegria alla stessa. Ho apprezzato il pensiero e il suo regalo.”

Angelo R.

Cara Nicoletta, ti ringrazio per il ritratto fattomi, che con il tuo stile particolarmente raffinato e con i colori a me più graditi, hai espresso l’essenza della mia persona.

Manuela M.

Ho conosciuto l’arte di Nicoletta nel 2014 partecipando ad un evento dove rimasi affascinata dallo stile particolare dei suoi ritratti. Ebbi così la possibilità di avere i ritratti delle mie figlie potendo anche collaborare con l’artista sulla scelta dei colori e ricevendo due capolavori dove le linee e ombre riproducono precisamente i lineamenti e le  espressioni delle ragazze sopra a un gioco di colori geometrici che li rendono davvero unici e brillanti… li adoro.

Trina B.

My cousin Nicoletta with her God-given gift, has captured the essence of me in this beautiful portrait. The brightness and clarity makes me happy and content. It brightens my bedroom with the unique color combination and how I cherish this gift.

Dicono di me i maestri Lodi e Rinaldi

Silvestro Lodi

Conduce un’attività artistica nell’ambito della ricerca pittorica e multimediale che lo ha portato alla realizzazione di numerose mostre personali e collettive in Italia e all’estero.

La ricerca di Nicoletta Belli muove da un ambito dichiaratamente figurativo per svilupparsi negli anni in una sorta di ibridazione fra ricerca naturalistica e astrazione geometrica.

Le opere si sviluppano, su due piani, l’uno geometricamente scandito tramite forme cromatiche, l’altro, luogo della rappresentazione che si sovrappone al primo, illustrato da grandi volti mutuati dalla fotografia.

Si tratta di immagini realizzate attraverso il nero del segno pittorico, dove il dettaglio dei particolari fisionomici è dato dal contrasto estremo delle luci e delle ombre ricavato tramite l’elaborazione elettronica dei dati e riportato su tela con la tecnica dell’acrilico.

I risultati sono accattivanti, maestosi nella loro potenza evocativa e, nel contempo, cromaticamente compiuti.

Belli ha raggiunto questa sua originale espressione dopo aver sperimentato sia la ricerca figurativa nei soggetti di nudo, quanto la composizione astratto-geometrica.

Era inevitabile che i due ambiti si con-fondessero nelle opere ultime e che ha ottenuto tramite una ricerca rigorosa fondata sullo studio dei movimenti storici dell’astrattismo (Mondrian, Kandinskij..)e delle rispettive teorie compositive, insieme ai processi di stilizzazione della figura operati dal futurismo e dal Cubismo(Depero, Picasso, Léger…).

Ne ha saputo trarre una sintesi inaspettata e matura che si distingue per lo stile personale, per il rigore compositivo e per la tecnica sapiente con cui i dipinti sono realizzati.

Seguo da anni il lavoro di Nicoletta che frequenta i corsi da me tenuti presso Studiotredici e ne conosco l’intima passione, la determinazione a migliorarsi e a cercare sempre nuove tecniche pittoriche.

Queste ultime opere sono la dimostrazione della concretezza del suo percorso che, senza dubbio alcuno, l’ha condotta ad una sicura e originale maturità espressiva. Se come scrive Picasso l’originalità è il riconoscimento della propria origine, Nicoletta l’ha svelata.

Angelo Rinaldi

Artista internazionale che scolpisce il vetro, l’acciaio, il bronzo, l’argento e non ultimo dipinge.

È veloce lo scorrere del tempo: gli anni, i mesi, i giorni si rincorrono frettolosi, donandoci ricordi, sensazioni, umori. Amici dei tuoi amici spesso diventano a loro volta amici tuoi.

A dire il vero, amici io e Nicoletta lo siamo diventati subito, troppe erano le idee condivise della vita. Non è facile incontrare interlocutori con i quali parlare d’arte, dell’amore per gli animali e per la natura; tra l’altro per lei, nata e cresciuta a S. Vito, all’ombra delle Dolomiti, non poteva essere diversamente.

Il nido d’amore che inizialmente condivideva con il marito Gianni, anche se in piena campagna veneta, era carico di atmosfere montane; il rustico sapientemente ristrutturato dal suo compagno era immerso in quel particolare verde delle ultime campagne collinari venete, dove le strade sono ancora costeggiate da fossati, che in primavera e d’estate diventano teatro fiorito di iris selvatici per concerti di raganelle e grilli.

All’aprirsi del cancello arrivavano subito Jonathan e Aron, il primo di media taglia di color beige, sempre pronto ad abbaiare, mentre il secondo era uno splendido e poderoso rottweiler nero come la pece, dall’occhio buono e intelligente, che mi riempiva di feste, leccate e mugolii, un cane talmente socievole che, se un ladro fosse entrato in casa, per una carezza avrebbe mostrato dove stava l’argenteria. Si è rivelato invece in un secondo tempo un attento guardiano del primo pargolo arrivato in famiglia, Matteo, un gioioso e allegro bambolotto.

Poco dopo arrivò Zeno, che subito fece capire a tutti che lui era un tipo che voleva essere rispettato, e, a completare l’invidiabile famiglia, arrivò infine il sempre sorridente Lorenzo.

I ricordi mi riportano alle feste in un giardino vestito di fiori di tutti i colori sparsi nel verde e di frutteti che promettevano cose buone per l’autunno: il giocoso rincorrersi dei bambini, i giochi con la loro nonna, un’allegra canadese che con il suo tipico parlare si rendeva di una simpatia unica.

Come sempre le amicizie hanno frequentazioni più o meno lunghe: il lavoro e i figli impegnano, ma il sodalizio resta, anche se i contatti si diradano e quando i bambini crescendo si rendono indipendenti, gli amici si ritrovano con il loro bagaglio di esperienze vissute e ricominciano i racconti a continuazione di ciò che era stato momentaneamente sospeso.

Si ha la sensazione che gli anni non siano passati, sembrano di ieri le corse nel giardino con i bambini e i cani. Ora i ragazzi vanno all’università e così la mamma ha ripreso a coltivare il suo quinto grande amore: l’Arte.

Negli anni, in piccoli spazi di tempo ha osservato e studiato i grandi autori, sperimentando tenacemente per ottenere un suo personale risultato; avevo già avuto modo di vedere qualcuna delle sue prime creazioni che mi aveva mostrato timorosa del mio giudizio.

Ora artisticamente Nicoletta è matura, nei suoi dipinti traspare una vita semplice ma ricca di esperienze; ha fatto suo l’insegnamento dei grandi maestri che ha attentamente osservato. Con i colori cattura e imprime nella tela i tratti che caratterizzano il soggetto, mettendo in evidenza quei particolari che rendono ognuno di noi unico con un sapiente lavoro indagatore della personalità. Osservando i suoi lavori si ha quasi l’impressione di conoscere le persone ritratte, sia fisicamente che caratterialmente.

È difficile sfuggire all’occhio attento di Nicoletta: “Preferisco scattare diverse foto al soggetto prima di dipingerlo; dopo, con tranquillità, mi concentro; questo vale non solo per le persone, ma anche per gli animali, per le natura morte e per i paesaggi, perché ritengo che tutto abbia un anima. Quello che mi interessa e che più voglio è catturarne l’essenza”, mi confida. Lo fissa sulla tela molto sapientemente, con sensibilità non comune, con larghe stesure piatte e monocrome, punteggiate qua e là da pochi tocchi di colore che rilevano i particolari, il tutto sopra un fondale geometrico, usando delle cromie che ben definiscono il soggetto ed ecco per magia riapparire:  i ragazzi, il possente Aron, il marito, che dalla tela ci fissa perplesso e sembra dire “… ha deciso di dipingere, speriamo si ricordi di preparare anche la cena”, le sue nature morte e i paesaggi sono intrisi di un’ atmosfera semplice e decisa, quasi un ritratto di se stessa.

Brava Nicoletta! la tua arte ci porta a respirare ancora una volta la tranquillità ormai rara, in un mondo così difficile e complesso e frettoloso.

Maria Palladino

Critica d’arte

Nicoletta Belli – Sintesi e astrazione, fra lirismo e razionalità

La pittura di Nicoletta Belli trae origine da un’attenta e interiorizzata osservazione della realtà, da un’analisi generale che perviene ad una sintesi personale fatta di scomposizione e ricomposizione, delle tre dimensioni nell’uno e nel tutto.

Le forme solide, concretamente massicce e imponenti delle montagne della sua infanzia a San Vito di Cadore, delicatamente evanescenti e trascoloranti nell’atmosfera in sfumature pastello, colossi dalle sembianze geometriche nette e squadrate, dalle cime appuntite e taglienti, rivelano all’indagine attenta le loro imperscrutabili irregolarità.

Da qui un susseguirsi di esperienze di osservazione e traduzione in segni e profili, il disegno, che permette di appropriarsi del circostante, rendendolo patrimonio di memoria e razionalizzazione attraverso lo sguardo e la mano per sviluppare o ritrovare quelle categorie già affioranti alla coscienza.

Lo studio si sposta in seguito sul colore: le teorie dei colori applicate all’opera della pittrice ci fanno riconoscere contrasti e complementarietà, tonalismi e declinazioni della più varia intensità e calore. Le tinte amate ricorrono: i viola, blu, rossi e arancio, in accostamenti dove anche le fredde si arricchiscono di luce, producendo una grande ariosità e respiro, chiarore della composizione.

L’artista analizza le tesi astrattiste: l’abbinamento delle forme geometriche elementari a cromie unitarie e modulate secondo gamme che originano accordi gradevoli e accattivanti per lo sguardo produce piacevolezza che non si abbandona dopo ripetute visioni ma che permane, assicurando il perdurare di un’emozione positiva nella fruizione.

Le opere di Nicoletta Belli ci parlano di vita vissuta, di quotidianità e naturalezza, intendimento e valutazione di valori e affetti fondamentali quali l’amore per la natura e la predisposizione al contatto e alla comprensione verso l’altro da sé, che sia fiore, animale o persona.

Ogni cosa ha una sua logica basilare e necessaria ed ogni cosa porta in sé un’armonia, che dev’essere ricercata ed espressa per poter venir compresa e condivisa: razionalità ed empatia sono le fondamenta del suo lavoro.

La griglia cromatica che sottende ai contorni in primo piano appare quasi il riempimento ideale di un’astrazione che svuota gli oggetti e le figure lasciandone intatta la sembianza grafica: come un invito a cogliere l’essenza ed a restituirla quale attributo alla sua matrice.

Avvicinarsi al mondo con occhi attenti e la giusta propensione alla conoscenza può aiutare a scoprire il bilanciamento di quegli aspetti che a prima vista ci apparivano dissonanti e ricondurre quelle irregolarità di superficie al regolare fondamento. Alla ricerca della verità, ma soprattutto della bellezza e del godimento estetico dell’oggetto d’arte, che viene inteso come il rispecchiamento più fedele possibile del ritrattato, pur attraverso il filtro della sensibilità e dell’abilità tecnica dell’autrice.

Gli esseri umani, gli ambienti naturali, gli animali in primo piano, appaiono quasi come svuotati di sostanza, alleggeriti, “riassunti”, nelle loro caratteristiche peculiari e animati da un movimento più o meno intenso e avvertibile, una vibrazione di fondo che ce ne restituisce la vita, proprio perché nell’accostarsi ad essi la pittrice ha inteso coglierne l’aspetto più vero e reale, autentico, vitale e non statico, immerso nel suo mezzo e nel mondo.

Da qui la sensazione di unitarietà che ne deriva e la cristallina purezza, che può lasciar pensare ad una ferma estraniazione dal soggetto, mentre invece è proprio questo motivato e discreto indagare a conferirgli una possibilmente più oggettiva e constatabile unicità.

Le tre dimensioni risultano disarticolate e riconquistate grazie all’uso del nero che definisce le strutture degli elementi portanti in primo piano, arricchite da note di gradazione accesa, quasi pura, a contrastare con l’aerea chiarezza dei fondi: un’interessante richiamo alla prospettiva tonale di ascendenza veneta rivisitato e rivissuto attraverso il filtro della contemporaneità. Per ricavarne un esito d’insieme ordinato e preciso come una melodia che l’autrice tesse coi suoi colori quale omaggio al rappresentato.